E’ molto che non posto… ma agosto mi ha preso un po’ la mano 
Scherzi a parte…
di notizie che mi interessano ce ne sono molte… da Valentino Rossi che fa il traviato di turno con un’informazione che guarda più alle statistiche che all’informazione vera, al Caruso che spara (e ne spara di grosse) a zero sul sistema lavorativo nazionale.
Non prendo parte nei confronti della vicenda Rossi-fisco, perchè è tutto da confermare, però nei confronti di Caruso non posso che, almeno in parte, essere d’accordo con Caruso. Tanto tempo fa, tutto è cominciato con una sinistra che vedeva in buona luce una politica del lavoro flessibile. Lo scorso governo, con la scusa di un povero cristo ucciso dalle brigate rosse, ha fatto di tutto per impoverire socialmente il lavoratore. Sottolineo il fatto che, molte volte, non si impoverisce un lavoratore monetariamente, perchè in alcune grandi aziende (un migliaio di posti di lavoro) dove ho ocasione di lavorare, il lavoratore ”a contratto” a fine mese prende di più di un lavoratore ”effettivo” ma a paragonare i diritti, non c’è base di discussione.
Quello su cui voglio incentrare la discussione, è che in Italia, tirando le somme, la popolazione è operaia. Gran parte del problema è che i veri operai non si interessano della politica italiana. In tanti parlano ed ovviamente molte volte i sindacati stanno a sentire (per comodità), ma quando si vanno a tirare le somme, sono veramente pochi gli operai che alzano la voce. Personalmente posso testimoniare che molte assemblee retribuite non sono state frequentate da quei lavoratori a cui molte discussioni dovrebbero stare a cuore. Molte volte l’operaio si ”accontenta” della macchina figa pagata a rate e del cellulare nuovo, non ha voglia di ”combattere” per quello che gli spetta. Come si può ottenere un qualche risultato se quelli a cui dovrebbe stare a cuore una certa discussione, non vi partecipano?
Mi riallaccio all’inizio del mio post (scusate se è lungo).
Se calpestano i diritti di milioni di lavoratori con contratti alla stregua dello schiavismo (e ce ne sono fin troppi), ma quegli stessi lavoratori non fanno niente, come ci si può aspettare una qualche forma di ”rispetto contrattuale”? Beppe Grillo ha ragione a portare avanti determinati discorsi, ma nel nostro piccolo ognuno dovrebbe darsi da fare per cambiare la situazione, altrimenti non ha senso portare avanti certe lotte se all’indomani di una contestazione, tutto torna come prima.
Cosi la vedo io, e magari molti mi diranno male per questo, ma NON HA SENSO combattere un giorno per non far niente per il resto dell’anno.
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