Spesso si parla di come alcuni regimi, più o meno dichiarati, assieme ai grandi nomi del Web (in primis i motori di ricerca), oscurino contenuti online o comunque limitino in un qualche modo la libera fruizione degli stessi agli abitanti dei propri Stati. Un esempio sopra tutti, la censura di Yahoo! e Google in accordo col Governo Cinese.

Ma tale censura si limita a pochi esempi? Qual è il vero stato delle cose?

ONI - Open Net Initiative - si occupa proprio di questo: monitorare il livello di censura della rete e promuovere il libero scambio delle informazioni.

Internet censorship and surveillance are growing global phenomena. ONI’s mission is to identify and document Internet filtering and surveillance, and to promote and inform wider public dialogs about such practices.

Dalla Home Page dell’ONI

Al di là dei motivi ideologici e di libertà, al primo posto sicuramente in questa considerazione, c’è anche da tener conto per il futuro del fatto che Internet ed il Web è il porto dove tutte le navi attraccheranno. Evitando le metafore, Internet ed il Web sono il futuro. Dell’informazione, dell’intrattenimento, dei contenuti, dell’economia. Limitarne oggi la fruizione vorrà dire tornare indietro tra qualche anno e dover recuperare.

In Italia come siamo messi?

Secondo l’ONI, non tanto bene, in quanto siamo sotto una censura selettiva. Il primo pensiero è sui filtri (peraltro facilmente aggirabili) messi a punto verso i siti di scommesse esteri l’anno scorso, ma è cosi semplice la situazione? Chi può dirlo?

Solo chi ne è aconoscenza diretta a livello decisionale ed operativo. Dobbiamo fidarci.

L’ONI dispone anche di un blog, attraverso il quale è possibile leggere le notizie di prima mano e soprattutto aggiornate. Un considerazione abbastanza forte è quella secondo cui la liberalizzazione dei tld (top level domain) aiuti la censura di stato.

Categorie:

censura, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 28 giugno 2008 alle 12:58 |

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2 commenti - »

  1. Interessante…io sono d’accordo per il controllo (per quanto sia possibile in una giungla come internet), ma la censura dovrebbe essere messa in atto solo quando si viola la legge, si incita a comportamenti pericolosi, razzisti, o intolleranti verso qualsiasi forma di diversità…
    Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente :-?
    ciao ;-)

    Commento di pibua — 28 giugno 2008 19:03

  2. Ciao :) Di controlli se ne fanno, eccome. Forse troppi. Per quanto riguarda i limiti da te proposti, sarei in parte d’accordo se non venissero strumentalizzati (soprattutto in Italia). Le informazioni devono poter girare liberamente…

    Commento di Vinz — 28 giugno 2008 19:13

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