Finalmente dopo tanto torno a scrivere.

L’estate è definitivamente finita e con essa sono tramontati anche i sogni che coltivavo da un po’. Proprio sul finire dell’estate doveva partire un bel progetto pubblicitario… che in effetti è partito per poi naufragare poche settimane dopo. Il progetto non si è fermato (credo) ma non ne faccio più parte per divergenze di vedute con chi è rimasto. Mesi di preparativi, di discorsi, di impegni e poi puff! non c’è più.
Doveva nascere una nuova realtà nel panorama pubblicitario locale… una realtà che guardava oltre, che utilizzava strumenti nuovi, nuovi linguaggi, che si discostava da quello che è (e che rimarrà per lungo tempo purtroppo) il modo di fare promozione nella mia zona di residenza.

Purtroppo.. capùt!

Per il resto tutto ok.. è stata una bella estate, piena di impegni lavorativi (praticamente mi sono fermato solo il 15 ed il 16) e di bellissime serate: variegate tra loro ma con in comune la pura voglia di divertirsi (inoltre ho avuto una forte conferma che dio esiste :°D )

Sento che presto ci saranno cambiamenti nella mia vita. Cambiamenti soprattutto nella sfera professionale. Chissà cosa accadrà… inoltre dopo la pausa estivo/alcolica riprendo la dieta :)

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personale
L'autore: Vinz lo ha scritto il 25 agosto 2008 alle 11:08 |

Non bastano i consigli dall’alto o le sentenze dell’antitrust europeo. In Italia, quando si parla di software, tecnologie e innovazione la risposta è una: codice chiuso.

La notizia è di qualche giorno fa, ma gli impegni non mi avevano permesso di leggerla.

Oltre al danno di utilizzare software proprietario, quindi chiuso, nella Pubblica Amministrazione che dovrebbe promuovere tecnologie completamente aperte e ispezionabili (in fondo sono i NOSTRI dati), ce la beffa delel dichiarazioni ufficiali:

«Per i progetti di cui sopra Microsoft Italia utilizzerà risorse proprie, in modo non esclusivo e collaborando con altri attori dell’industria informatica in Italia».

Personalmente non ho mai avuto prove dell’esistenza dei sinonimi Microsoft = non esclusivo e Microsoft = collaborativa.

Che l’antitrust si sia sbagliato fin’ora?

La notizia

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italia, sofware
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 agosto 2008 alle 09:47 |

In questi giorni sono stato molto assente e me ne scuso, ma è partita una bella iniziativa della quale vi parlerò a breve. Avete pensato che fossi andato in ferie? MA-GA-RI! :) Niente ferie quest’anno :(

Veniamo al post:

Una grande azienda decide di aprire un canale di vendita in cui, uno dei punti cruciali, è la referenzialità. Qual è il modo peggiore per farlo secondo voi? Esatto, creare o farsi creare false referenze.

Sto parlando della vicenda che vede protagonisti Renault Italia e Ebay Italia prontamente segnalata da EbayAbuse e giratami dall’amico Andrea.

Secondo il sito EbayAbuse, che da anni combatte i lati peggiori e oscuri dell’amministrazione di Ebay Italia nonchè le truffe che avvengono sul più grande portale di aste online portandoli alla luce e parlandone, Ebay Italia e Renault si sarebbero accordate per creare false referenze del venditore renault_italia (profilo ufficiale di Renault in Ebay).

Stando agli articoli, nel giro di pochi giorni renault_italia avrebbe comprato oggetti inesistenti messi in vendita con aste fasulle. Nella fattispecie stiamo parlando sempre dello stesso oggetto: un portachiavi Renault (che fantasia ^^). Le aste si sarebbero chiuse sempre nel giro di pochi minuti e i feedback scambiati in brevissimo tempo. In questo modo renault_italia, nel momento in cui ha  messo in vendita due Megane sarebbe arrivato ad avere un feedback positivo pari a 10. Da notare come i profili dei venditori dei portachiavi comperati da renault_italia siano riconducibili alle alte sfere del reparto motori di Ebay Italia.

La comunità si è accorta subito di questo giochino (la comunità non la si prende in giro, ma soprattutto ha una memoria d’elefante), denunciandolo sia sulle pagine di EbayAbuse che tramite i commenti nel blog della Bonomo, direttore marketing di Ebay Italia. I risultati sono stati: l’azzeramento del punteggio di renault_italia, la cancellazione delle aste, l’epurazione dei commenti sul blog della Bonomi e una risposta della stessa Bonomi che, a mio parere, avrebbe fatto meglio a non dare.

Di sicuro un esempio da non seguire per qualunque azienda voglia valorizzare il proprio nome in una community. Alla Renault infatti sarebbe bastato poco per partecipare a delle vere aste ed aggiudicarsi dei veri oggetti. Non credo che sarebbe andata in fallimento per questo. Altra cosa che mi fa riflettere: la Renault implicitamente riconosce il valore del punteggio di feedback e quindi del giudizio della comunità. Non poteva semplicemente iniziare da 0 a vendere come hanno fatto un po’ tutti?

Aveva paura di partire svantaggiata? E perchè?

Di sicuro è un duro colpo per l’immagine di entrambe le aziende. La Renault dovrà investire soldi per riabilitarsi agli occhi delle persone ed Ebay Italia, verso la quale la fiducia degli utenti va sempre più scemando, ne ha combinata un’altra.

Per saperne di più: EbayAbuse.it. Gli articoli che parlano di questa vicenda sono (in ordine temporale):

  1. Una vicenda vergognosa …
  2. Ha trasformato eBay.it in un Suk
  3. Imbroglio Renault: Cosa loro?
  4. L’articolo ora in home page dal titolo: Risposta agli utonti

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marketing, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 7 agosto 2008 alle 12:39 |