5
Giugno
2008
Esempi di un regime

In Russia, quando qualcuno parla troppo o non è d’accordo con i dettami del Cremlino lo eliminano dalle trasmissioni mediante escamotage tecnici. E’ successo all’analista politico russo Mikhail Delyagin e ce lo racconta Articolo21.

Almeno da noi si limitano a chiudere i programmi e ad infangare i partecipanti alzando un polverone. Il risultato è che le voci girano e se qualcuno vuole puo’ informarsi meglio e farsi un’idea. In Russia invece no, venendo a mancare ”fisicamente” il partecipante.

C’è sempre da imparare dagli altri Paesi.

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Informazione, Politica, censura
L'autore: Vinz lo ha scritto il 5 Giugno 2008 alle 10:10 |

E’ nata Baywords, una nuova piattaforma di blogging basata su Wordpress che come peculiarità ha il fatto di non essere censurabile.

Dietro tale iniziativa c’è Pirate Bay, l’attiva organizzazione svedese (suo uno dei migliori motori per file Bitorrent, e Bayimg il sistema di hosting per immagini non censurabile) a cui basta che il vostro blog non infranga le leggi svedesi per essere tutelato da ogni forma di censura.

Spesso chi ha un blog e dice le cose come stanno ha di questi problemi. Una mente libera da problemi a chi non vuole che la gente si esprima come meglio crede (nel bene e nel male)… ne sa qualcosa in nostro Piero Ricca.

Beh, se volete cominciare (o continuare) a scrivere liberamente le vostre idee, registratevi su Baywords.

Bastano pochi click.

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censura, mondo_blog, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 18 Aprile 2008 alle 14:44 |

Nella trasmissione di Radio Radicale di Oliviero Toscani, condotta da Emilio Targia e Nicolas Ballario dal titolo “Paura genera Censura” Daniele Luttazzi spiega come è andata la vicenda della soppressione della sua trasmisisone su La7, «Decameron».

Ascolta l’intervista:

http://www.radioradicale.it/scheda/242561/

«La satira tocca le corde intime di una persona, è un genere tragico, è per questo che fa paura. Fa ridere, ma è una risata di disperazione. Non è come l’imitazione, come Noschese, non facciamo confusione», ha detto tra l’altro Luttazzi. «Sei anni di imbarbarimento televisivo hanno anestetizzato i telespettatori nei confronti della satira. La satira o è libera o non è. Però la libertà, quella vera, dà fastidio. E io non sono ricattabile. Quello che possono fare allora è stroncarmi….»

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Informazione, censura, satira
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Dicembre 2007 alle 20:03 |

In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte Riccardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di legge complesso, 20
pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e
qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa
inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o
“intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

 

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire
in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno
varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno
appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.
Il porto d’armi per il Blog
Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.
In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla persona.
Le rassicurazioni di Mangiafuoco
Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione
chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: “Lo
spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent….

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?
Giudicate voi stessi:
Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.
Il Governo riforma l’editoria. Allarme in Rete.” la Repubblica Online.
Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.
La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.
Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile.

Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche
marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Fate click sull’immagine per leggere i dettagli della licenza.

Alessandro Bottoni

 

Riposto questa spiacevole e spregevole notizia e rilancio la mia petizione per i blog liberi di esprimersi!

FIRMATE!

Petizione per la libertà di parola in Rete

Categorie:

Informazione, censura, mondo_blog, movimenti civici, notizie, petizione, violenza, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 19 Ottobre 2007 alle 12:45 |
4
Ottobre
2007
Io non odio Mastella

Una nuova iniziativa è nata nella Rete: un blog che come gesto di solidarietà verso la minacciata chiusura del blog mastellatiodio.blogspot.com . Facciamogli capire chje la Rete è diversa, accogliamo questo appello del blog  http://iononodiomastellamamifalostessocagare.blogspot.com:

Campagna di solidarietà con il blog http://mastellatiodio.blogspot.com minacciato di chiusura per il sol fatto di aver fatto satira come puoi leggere qui. (http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_03/mastella_blog_chiuso.shtml)Ecco allora l’idea per difendere la libertà della Rete e il diritto alla satira
1. apri un blog su blogger.com il cui titolo contenga la parola mastella
2. inserisci nel blog un post in cui dici quello che vuoi e inviti anche altri a farlo!
3. segnalami il blog via mail a iononodiomastella@hotmail.it

Ne possono chiudere uno ne apriremo altri 100.000!
Per una Rete libera in un paese democratico
Saverio

Io ho aderito all’iniziativa con il mio blog http://forza-mastella.blogspot.com/

E voi… che aspettate? Forza!

[tags]Mastella,censura,satira,blog,iniziative[/tags]

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Informazione, censura, mondo_blog, movimenti civici, satira, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 4 Ottobre 2007 alle 17:07 |