In Italia, grazie ad un referendum nel 1987 (pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl), si è detto no al nucleare in tre modi:

  1. No alla costruzione di centrali nucleari in Italia
  2. No alla partecipazione dell’Enel a impianti nucleari dislocati all’estero
  3. No ai contributi per incentivare le centrali nucleari

Tutto bene quindi? Certamente no!

Senza contare il fatto che l’Italia è circondata da Paesi europei che utilizzano il nucleare, l’Italia è anche piena di scorie nucleari prodotte durante gli anni in cui le centrali nucleari erano in funzione nel nostro territorio. I rifiuti di origine nucleare sono estremamente pericolosi per la salute del nostro pianeta e degli esseri viventi che lo popolano, inoltre se non trattati, mantengono la loro pericolosità per decine e decine di anni. Fatto ancor più grave è che a livello mondiale una soluzione definitiva per il problema delle scorie nucleari non ancora viene trovata difatti i centri di raccolta per tale tipo di rifiuti sono tutti temporanei. Un vecchio articolo de “La Stampa” viene ripreso da Indymedia che ripropone anche la mappa del nucleare in Italia. Tale articolo è datato (Novembre 2003), ma rimane comunque recente visto che nei mesi scorsi è stato stretto un accordo tra Italia e Francia per il trasporto di parte delle nostre scorie nucleari in Francia dove verranno trattate e rispediteci, il tutto alla modica cifra di 250 milioni di euro. Quest’operazione riguarda 235 tonnellate di combustibile nucleare situati in tre centrali, ma tutte le altre? Il rischio rimane comunque alto anche perché i rifiuti trattati in Francia ritorneranno nel nostro territorio e dovranno comunque essere messi in sicurezza.

Come abbiamo visto, a parte alcune “fiamme di passione” da parte di alcuni nostri esponenti politici, il primo punto del referendum è stato rispettato. Quanto ai restanti due punti, c’è da preoccuparsi. Da un lato l’Enel acquisisce il controllo azionario di una società slovacca e dei suoi impianti nucleari (in nome dell’energia pulita e finanziata da noi cittadini con le detrazioni sulle bollette), dall’altra il Governo italiano si impegna nella ricerca nucleare con la partecipazione a progetti di studio internazionali: ambedue le scelte in barba alla decisione presa dal popolo italiano con il referendum.

Il futuro è tetro, ci sono diverse modalità per produrre energia attraverso le fonti rinnovabili, ma nessuna azione viene attuata un po’ per una mentalità vecchia che cerca soluzioni con risorse datate, un po’, fatto ancor più grave, per l’opposizione di chi volendo tutelare il patrimonio naturale attraverso il “bel paesaggio”, si oppone alla costruzione di centrali eoliche e un po’ perché pare che non c’è proprio la voglia di trovare una soluzione.

Nella speranza che in futuro vengano prese decisioni migliori delle attuali, vi invito a visitare questi siti per informarci meglio sulla questione delle scorie nucleari in Italia e sul nucleare in generale:

Zona nucleare , Progetto Humus e il disastro di Chernobyl, Articolo di Greenpeace sul nucleare dell’Enel, Articolo di Greenreport sul ritorno al nucleare, Archivio Nucleare

[tags]Nucleare,energia,ambiente,referendum,fonti rinnovabili,scorie,inquinamento[/tags]

Categorie:

Informazione, Politica, ecologia, economia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Ottobre 2007 alle 17:36 |

passaggio a nord ovest

Alberto Angela non potrà usare più “Passaggio a Nord-Ovest” come nome per la sua trasmissione scientifico-storico-culturale. Ormai il famoso passaggio, che unisce l’Oceano Atlantico con il Pacifico è aperto e non possiede più quella sorta di nomea fantastica.
Dalle ultime foto dai satelliti si vede che il passaggio è aperto. I ghiacciai, una volta perenni, si sono ritirati. Gli esperti boccheggiano cercando di dare spiegazioni che non hanno.

Ancora Pedersen: “La forte riduzione in atto ci fa supporre che la diminuzione estiva dei ghiacci procede ad una velocità del tutto inaspettata e questo ci dice che dobbiamo rivedere i criteri dei processi coinvolti, perché il fenomeno non era nelle nostre previsioni”.

continua a leggere su La Repubblica

Non mi aspettavo una cosa simile, sinceramente mi ero anche dimenticato di cosa fosse il passaggio a Nord-Ovest. MA di certo sono anni, se non decenni, che si parla dello sconvolgimento climatico.
Ora mi chiedo: chi ha il potere di invertire tale tendenza farà qualcosa o si userà la nuova rotta commerciale continuando, come si sta facendo, a parlare senza fare un cazzo?

[tag]clima,ghiacciai,passaggio a Nord-Ovest[/tag]

Categorie:

ecologia, immagini, notizie
L'autore: Vinz lo ha scritto il 15 Settembre 2007 alle 13:21 |

scotty caricabatterie ad energia solare

Oggi ho scoperto Scotty un caricabatterie ad energia solare compatibile con tantissimi cellulari (naturalmente il mio no -.- o perlomeno non ancora), PDA, lettori mp3, GPS, CD Player e che permette di ricaricare anche le classiche stilo. Costa 39 euro e credo che sia un ottimo investimento sia per il risparmio energetico che per il portafoglio vista la sua versatilità ed il risparmio di corrente elettrica.

Stando ai dati ufficiali è abbastanza potente, senz’altro lo comprerò quando il mio cellulare sarà supportato e vi invito a fare altrettanto.

Sito ufficiale

[tag]Scotty, energia solare, ricarica batterie, high tech [/tag]

Categorie:

ecologia, tecnologia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 20 Agosto 2007 alle 12:59 |

… è senza dubbio Varese Ligure.

varese ligure

Un prodigio? No, ma quasi: Varese Ligure, piccolo borgo appenninico tra Parma e La Spezia, ha meritato in pieno il titolo di paese più ecologico d’Europa.

Con mulini a vento e pannelli solari ottiene energia solo pulita e in quantità superiore al suo fabbisogno, riuscendo così a rivenderne una parte, all’Enel.

Non solo: il 95% delle aziende agricole del comune ha certificazione biologica: i campi non conoscono pesticidi né ogm e il bestiame è alimentato con foraggio o mangimi bio.

Autore del miracolo l’ex sindaco, un dc radiato dal partito per aver messo in giunta i comunisti. E’ Maurizio Caranza, oggi assessore all’ambiente, che ha innestato un vero circolo virtuoso, trasformando Varese Ligure da cittadina in via d’abbandono in un suggestivo borgo medievale restaurato e in un centro agricolo così ecoproduttivo da esportare carne e formaggi in tutta Italia, e da far salire l’occupazione a tassi da capogiro.

E ora l’Università di Bologna lo ha messo sotto la lente, perché ha scoperto che a Varese Ligure - guarda un po’ -, si vive molto, molto più della media…

Reportage di Arcoiris.tv 

Categorie:

ecologia, notizie
L'autore: Vinz lo ha scritto il 28 Luglio 2007 alle 17:00 |
  • Pagina 2 di 2
  • <
  • 1
  • 2