Questo post è per segnalarvi una petizione contro l’offensiva clericale a danno delle donne che ultimamente si sta perpetrando mettendo in discussione la legge sull’aborto ed è rivolta ai nomi più blasonati del centro-sinistra (che non è proprio normale che strizzino l’occhio in tal modo alla chiesa). Io l’ho firmata e vi invito a farlo, se ovviamente siete d’accordo con quanto è scritto nel suo testo.
Spero di non ricevere commenti di credenti che si sentono chiamati in causa a difendere la loro Fede e le istituzioni che la rappresentano. Qui non si mette in discussione la vostra Fede che rispetto, ma il fatto che uno STATO come il Vaticano e chi lo rappresenta debba farsi un po’ di più i fatti propri, in quanto non ho mai visto un Presidente della Repubblica Italiana o un rappresentante delle istituzioni italiane rilasciare interviste su come i Preti debbano tenere la Messa la domenica. Magari dite “Ma cosa c’entra?”, ecco. Appunto.
Posso capire inoltre che siate contro l’aborto per i più disparati motivi, più o meno validi; ma un buon motivo per firmare la petizione è senz’altro la volontà di evitare che nascano cliniche fantasma per la pratica coatta dell’aborto! Pensate veramente che mettendo in discussione la legge 194, l’aborto non venga più messo in pratica? Siete davvero così ingenui? Quante persone non rubano perché è vietato dalla legge?
Gennaio 2008, ITALIA-ABRUZZO ultimo atto: deriva ingloriosa di un ceto dominante, arrogante e disinvolto che, gestendo il “potere” con metodi feudali (senza adeguato contrasto politico), in oltre 60 anni di repubblica, non ha saputo e voluto “cambiare”, né tantomeno “rinnovarsi”, facendoci sprofondare in “Italiopoli” ed “Abruzzopoli”. Di ciò e di come uscire dalla “palude-Italia”, discuteranno sabato 16 febbraio 2008, a Vasto, Oliviero Beha ed Elio Veltri, del Comitato Promotore della “LISTA CIVICA PER LA REPUBBLICA DEI CITTADINI”, insieme ai cittadini abruzzesi e ai delegati delle regioni del Centro-Sud.
La partecipazione dei lavoratori, delle Associazioni e dei Comitati è particolarmente gradita, a fronte della delicata emergenza sui problemi della sicurezza sul lavoro, licenziamenti, condotte antisindacali, precariato diffuso, controllo dei prezzi, mutui, “monnezza”, temuto “inquinamento” della costa abruzzese, “comitati di affari” e questione “morale” (con annessi arresti e procedimenti penali), che saranno sicuramente al centro del dibattito. La scelta della data non è casuale, ma cade nel 16° anniversario di “MANI PULITE” che, può essere utile ricordarlo, non fu un “incidente della storia”, ma un periodo nel quale l’operaio di Mirafiori, così come il contadino della Basilicata ed ogni cittadino italiano, videro finalmente affermata la loro “pari dignità” ed “uguaglianza” di fronte alla legge, allorquando anche i “potenti” della politica, dell’economia e di ogni settore, furono chiamati a rispondere dei loro reati, come l’umile uomo della strada.
Nello stesso “Politeama RUZZI” di Vasto (ove sabato 16 p.v.si terrà l’incontro-dibattito), il 17 febbraio 1996(sembra ieri) Elio Veltri presentava il suo libro “Manifesto per un Paese normale”.
Sappiamo come è andata a finire: i politici, che dovrebbero spiegare al popolo italiano nel nome del quale si amministra la giustizia, perché sono accaduti taluni fatti, sono coloro che, invece, stabiliscono chi è un “buon giudice” o “cattivo magistrato”. E così, giudici o magistrati come Clementina Forleo e Luigi De Magistris, colpevoli solo di essersi imbattuti nelle loro inchieste, nei “santuari” della politica, vengono violentemente attaccati, mortificati, scippati delle loro inchieste e messi sotto accusa. La Storia qui, da “maestra di vita” e “giudice imparziale”, diventa un “drago mostruoso” che calpesta chi non sa o non riesce a cavalcarlo. Perciò ribadiamo qui la nostra solidarietà al GIP Forleo e al PM De Magistris, per avere essi saputo difendere con dignità e fino in fondo il loro ruolo, l’indipendenza della Magistratura e il decoro delle Istituzioni. In proposito, è per noi motivo di orgoglio ricordare la coerenza e il coraggio di Elio Veltri e Oliviero Beha, che nelle scorse settimane, senza guardare in faccia a nessuno, si sono recati presso la Procura della Repubblica di Brescia, a deporre spontaneamente. Proprio seguendo questo esempio, pensiamo sia giunta l’ora che la politica faccia necessariamente un “passo indietro”, per farsi perdonare tutto ciò che ha permesso(quantomeno negli ultimi 15 anni), pena lo sfilacciamento ulteriore del rapporto cittadini-Istituzioni e la resa definitiva dello stesso Stato di diritto.
Vasto, 12/02/2008
“LISTA CIVICA PER LA REPUBBLICA DEI CITTADINI”
- per il COORDINAMENTO REGIONALE ABRUZZO
Antonio Colella
La notizia, data da Il Giornale è stata ripresa da più parti ma, che io sappia, non è stata smentita e nella sezione ‘comunicazioni’ sul sito ufficiale del Circolo Montecitorio è anche apparso un messaggio abbastanza chiarificatore.
Pare appunto che ai primi di Gennaio di quest’anno per festeggiare il compleanno di un documentarista del governo, qualcuno abbia fatto esibire una lap dancer all’interno del prestigioso Circolo Montecitorio.
Sarà vero? O si scoprirà che è una bufala(potrei documentare meglio ma non ritrovo i link) come la storia della hostess che fa gli streaptease durante l’orario di lavoro nella cabina del pilota?
Sono giovani, seri, e impegnati sul fronte della difesa ambientale. Soprattutto, sono convinti che oggi venga loro negato uno dei diritti fondamentali per ogni essere umano: il diritto alla protezione della loro salute, minacciata sia dall’emergenza rifiuti che stanno soffocando la Campania, sia e soprattutto dalle tante discariche abusive e, sostengono, “sicuramente stracariche di veleni” presenti anche nella loro zona. “Quindi – è la convinzione di Sergio – ci sono sicuramente le condizioni per ottenere l’asilo”.
Si possono riempire poltrone nei più svariati studi televisivi, si possono rilasciare infinite interviste, si possono tenere tantissimi comizi, ma quando la situazione diventa quella della zona del napoletano e questo è uno dei risultati… beh la politica ha fallito. Quegli uomini hanno fallito… e dovrebbero andarsene subito, ora! Dovrebbero dimettersi anche i capi cosca della camorra… loro approfittano di una mancanza della figura dello Stato per fare i loro loschi affari… ma se gli stessi abitanti della zona vogliono addirittura uscire dall’Italia, beh hanno fallito anche loro.