28
gennaio
2008
Dove andremo a finire?

Le dichiarazioni si sosseguono vorticose… sono giorin parecchio movimentati per la situazione politica italiana e la cosa che più mi strugge è notare che la stragrande maggioranza degli esponenti politici (e i loro ripsttivi partiti) non si è fermata a ragionare per proporre una soluzione dove sia il popolo a guadagnarci. Ognuno parla della sua visione, di cosa si deve o non deve fare.

C’è chi minaccia la manifestazione in piazza per il voto subito, chi vuole un governo per le riforme e qualche cavaliere solitario che propone il referendum. Ho appena visitato la home page dei maggiori partiti nazionali e neanche uno di loro proponeva ai propri visitatori anche un semplice sondaggio per capire bene cosa volessero. Una semplice domandina per aver chiara la strada da intraprendere a nome di chi li sostiene col proprio voto. Niente. Comunicati, notiziari, materiale da stampare o da leggere. C’è di tutto. Urlano a gran voce ma sono sordi.

In questi giorni di consultazioni, i partiti da che parte stanno? Dei loro maggiori esponenti, dei loro elettori, dei loro sostenitori finanziari, dei loro amici? Sarebbe bello scoprirlo, almeno sapremmo più o meno cosa ci aspetterebbe. Napolitano non vuole forzare la mano. Neanche il Presidente della Repubblica pensa a noi, anzi, si rimette alla decisione dei partiti non sia mai che si scontentano.

Ci hanno tolto la facoltà di scegliere chi debba rappresentarci. Non parlo solo del centro destra, parlo anche del centro sinistra che in tutto questo tempo non ha fatto niente per migliorare tale situazione.

Sarebbe educato da parte loro chiedere al proprio elettorato un consiglio. Poi facciano quello che cazzo vogliono loro, ma almeno per una volta ci sentiremmo partecipi di qualcosa.

Non voglio nenache esprimere la mia opinione sull’ufficio stampa di un partito che risponde alla provocazione di un giornalista(le ultime righe dell’articolo). Questa si che si chiama spina dorsale, ragazzi!

[tags]politica,elezioni,pensieri,referendum,italia[/tags]

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Politica, italia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 28 gennaio 2008 alle 09:59 |

direttamente dal sito www.degradarte.org:

Cos’è e come nasce Degradarte

La Degradarte è opera d’arte (immagini, musica, poesia…) realizzata in conformità alla proposta di legge S1861. [ http://www.interlex.it/testi/s1861.htm ]

La nuova legge, di iniziativa parlamentare, e’ passata anche alla firma del Ministro Rutelli che, nel processo di valutazione, ha potuto beneficiare della consulenza del Comitato Consultivo permanente sul diritto d’autore, fornita sotto forma di un rapporto di argomento tecnico e propositivo (il rapporto e’ stato consegnato il 18 Dicembre, mentre la legge e’ stata approvata il 21).

Il Comitato, a sua volta, ha utilizzato per la redazione del suddetto rapporto l’operato di due commissioni speciali, cui partecipavano SIAE, FIMI, politici, accademici, tecnici e, novita’, anche alcuni esponenti dell’associazionismo digitale. Le proposte emerse da questa collaborazione sono, in realta’, sostanzialmente differenti da quanto proposto nella nuova legge, e possono essere consultate usando questi collegamenti:

[ Le Nostre Utilizzazioni Libere ]

e

[ Articolo 70. Se lo Riscrivessimo ]

La legge proposta, invece, all’articolo 2 comma 1-bis recita così:

‘È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro’

Il legislatore italiano enuncia così un principio di ‘estetica negativa’: il degrado è il vincolo per la libera diffusione dell’opera d’arte.

Ma il degrado imposto dalla legge, può essere utilizzato come euristica del processo creativo, dando vita a opere liberamente accessibili:

dal degrado dell’arte, all’arte del degrado!
E non è tutto qua. L’affermazione apparentemente semplice del legislatore italiano, è in realtà molto problematica.

Da una parte si tratta di valutare il livello di ‘degradazione’ dei contenuti, senza dimenticare l’evoluzione tecnologica (ad es.: quello che era ‘ad alta risoluzione’ solo pochi mesi fa è, ora, a bassa risoluzione), le tecniche di compressione, le possibilità offerte dai nuovi media in termini di riproduzione di contenuti digitali, elaborazione di immagine, suono, video, testo.

Dall’altra si tratta di guardare all’opera nella sua essenza: musica, immagine, testo richiedono metodi di degradazione specifici, ognuno legato a particolari aspetti del processo comunicativo.

Il tentativo di riforma italiano ci ha messo in condizioni di poter aprire un dibattito sulla ‘degradabilità’ di un’opera riprodotta digitalmente. Un’opera d’arte distribuita digitalmente è, infatti, ‘degradata’ per definizione (compressa, scannerizzata, campionata…)

Nasce così un filone di ricerca estetica e semiotica del tutto nuovo. Si tratta di indagare metodi, tecniche e teorie per la creazione e/o rielaborazione di opere d’arte idonee a soddisfare il requisito di degradazione per la libera circolazione su Internet.

Così come richiesto dalle leggi italiane.

Buon lavoro e buon degrado a tutti

:)

Ne parlano anche (in forma degradata) qui. Domani comparirà anche un articolo sul Manifesto.

[tags]arte,degradarte,legge,immagini.web[/tags]

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Informazione, italia, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 24 gennaio 2008 alle 15:46 |
24
gennaio
2008
Povera vita mia

Povera vita mia… ascoltala

Cliccate solo sull’altoparlante per piacere!

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Lavoro, italia, musica
L'autore: Vinz lo ha scritto il 24 gennaio 2008 alle 13:59 |
23
gennaio
2008
Prodi passa alla camera

L’Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo Prodi. I voti a favore della mozione della maggioranza sono stati 326, 275 quelli contrari. La maggioranza richiesta era di 301 voti, hanno votato 601 deputati.

via Ansa

Sempre nello stesso articolo possiamo leggere  la dichiarazione resa da Bossi :

‘’se non si va al voto facciamo la rivoluzione… - ha detto tirando una boccata del suo sigaro e aprendosi in una risata - vuol dire che mettiamo in piedi la polizia del Veneto, della Lombardia, del Piemonte… Certo ci mancano un po’ di armi, ma prima o poi quelle le troviamo”

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Informazione, Politica, italia, notizie
L'autore: Vinz lo ha scritto il 23 gennaio 2008 alle 19:39 |

Italia.it è definitivamente un progetto morto. Chi ci ha potuto mangiare sopra ha ritenuto doveroso chiuderlo, del resto il fine era stato raggiunto. La gente dimenticherà presto purtroppo… ma io voglio farvelo ricordare così:

Visit our country please!

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italia, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 21 gennaio 2008 alle 16:17 |