I rompicoglioni non volano
Succede che vivi in un Paese, l’Italia, pieno di piaghe. Succede che una delle piaghe più grandi è la mafia che ogni anno, si stima, incassa più dell’equivalente di una finanziaria dello Stato da cui succhia tutta la linfa che le riesce di succhiare.
Succede che fin da bambino ti insegnano ad indicare chi ha rubato le merendine, chi non si è comportato bene, chi ha fatto qualcosa di male. Poi cresci e ti insegnano che devi denunciare determinati fatti quando ne vieni a conoscenza, che devi essere pulito, buono, che la mafia è una cosa cattiva.
Succede che in determinati posti fare questo tipo di denuncia comporti un notevole coraggio, come in Sicilia. Quando in Sicilia qualcuno denuncia viene elevato spesso a cittadino modello, l’esempio da seguire. Ci sono i servizi del tiggì, le interviste magari, ti stendono un tappeto rosso a terra che porta dritto dritto verso il nulla quando va bene. Verso i guai nella maggior parte dei casi.
Tra un guaio e l’altro poi, capita di prendere il volo. Quando sei solo e tutto ti si rivolta contro e l’unica colpa che hai è essere un rompicoglioni, una bocca larga, possono non rimanere altre strade.
MESSINA – Le agenzie di stampa hanno battuto la notizia venerdì: “Morto suicida Adolfo Parmaliana, ex segretario ds di vigliatore”. Ai più Parmaliana era uno sconosciuto. A Terme Vigliatore (ME), però, colle sue denunce, aveva fortemente contribuito a far sciogliere, per mafia, il Consiglio comunale. Ma la magistratura, anziché perseguire i rei delle sue denunce, aveva rinviato a giudizio, per diffamazione, proprio lui. Professore universitario, uomo di partito, ma anche uomo libero. Un moralizzatore. Aveva anche denunciato le malefatte del PD.












