Questo post è per segnalarvi una petizione contro l’offensiva clericale a danno delle donne che ultimamente si sta perpetrando mettendo in discussione la legge sull’aborto ed è rivolta ai nomi più blasonati del centro-sinistra (che non è proprio normale che strizzino l’occhio in tal modo alla chiesa). Io l’ho firmata e vi invito a farlo, se ovviamente siete d’accordo con quanto è scritto nel suo testo.

Spero di non ricevere commenti di credenti che si sentono chiamati in causa a difendere la loro Fede e le istituzioni che la rappresentano. Qui non si mette in discussione la vostra Fede che rispetto, ma il fatto che uno STATO come il Vaticano e chi lo rappresenta debba farsi un po’ di più i fatti propri, in quanto non ho mai visto un Presidente della Repubblica Italiana o un rappresentante delle istituzioni italiane rilasciare interviste su come i Preti debbano tenere la Messa la domenica. Magari dite “Ma cosa c’entra?”, ecco. Appunto.

Posso capire inoltre che siate contro l’aborto per i più disparati motivi, più o meno validi; ma un buon motivo per firmare la petizione è senz’altro la volontà di evitare che nascano cliniche fantasma per la pratica coatta dell’aborto! Pensate veramente che mettendo in discussione la legge 194, l’aborto non venga più messo in pratica? Siete davvero così ingenui? Quante persone non rubano perché è vietato dalla legge?

Vi invito a vedere un film: “Quattro mesi, tre settimane, due giorni“.

A proposito di laicità vi faccio vedere un video, giusto per sdrammatizzare…

Mi raccomando, firmate la petizione!

Grazie a Ladyglass per la segnalazione ( e il complimento non meritato :D ):*

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Informazione, Politica, film, iniziative, italia, movimenti civici, petizione, religione
L'autore: Vinz lo ha scritto il 24 Febbraio 2008 alle 13:49 |

Una semplice manifestazione di pensiero può valere tanto?

Pare proprio di si! La RAI ha infatti querelato Filippo Facci e gli ha chiesto di pagare 10.000.000 di Euro di risarcimento…

Alcuni di voi sanno della petizione che ho scritto, altri no. Che ne dite di abolire il reato d’opinione?

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italia, petizione
L'autore: Vinz lo ha scritto il 29 Gennaio 2008 alle 23:04 |

Che Cosa Nostra paghi i danni: è questa la sintesi della petizione nata per far si che la mafia paghi i danni d’immagine a tutti i siciliani per la nomea che li perseguita.

Una gran bella iniziativa che ha raccolto, nel momento in cui scrivo, 6750 firme (la mia è l’ultima).

Vi invito a firmare, non solo per appoggiare l’iniziativa, ma per far si che la mentalità del “mafioso è bello” possa iniziare a sgretolarsi e che chi appoggia determinati comportamenti e/o mentalità si veda emarginato: l’esatto contrario di ciò che avviene oggi.

via blogolandia

[tags]mafia,petizione,sicilia,siciliani[/tags]

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Informazione, giustizia, mondo_blog, movimenti civici, petizione, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 14 Gennaio 2008 alle 11:56 |

In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte Riccardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di legge complesso, 20
pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e
qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa
inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o
“intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

 

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire
in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno
varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno
appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.
Il porto d’armi per il Blog
Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.
In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla persona.
Le rassicurazioni di Mangiafuoco
Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione
chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: “Lo
spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.

[Da Repubblica
del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent….

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?
Giudicate voi stessi:
Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.
Il Governo riforma l’editoria. Allarme in Rete.” la Repubblica Online.
Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.
La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.
Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile.

Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche
marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Fate click sull’immagine per leggere i dettagli della licenza.

Alessandro Bottoni

 

Riposto questa spiacevole e spregevole notizia e rilancio la mia petizione per i blog liberi di esprimersi!

FIRMATE!

Petizione per la libertà di parola in Rete

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Informazione, censura, mondo_blog, movimenti civici, notizie, petizione, violenza, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 19 Ottobre 2007 alle 12:45 |

Al signor Presidente della Repubblica
Al Consiglio Superiore della Magistratura
Al signor Presidente del Consiglio dei Ministr
iOggetto: Petizione popolare avverso la decisione di avviare procedura di
trasferimento d’ufficio nei riguardi del magistrato Luigi De Magistris.

I sottoscritti cittadini della provincia di Cosenza, preoccupati per la notizia
secondo cui il Ministro di Grazia e Giustizia avrebbe inoltrato al Consiglio Superiore della Magistratura richiesta di avviare la procedura di trasferimento d’ufficio nei riguardi del magistrato Luigi De Magistris;
Nell’esprimere solidarietà al magistrato che sta conducendo inchieste
significative anche per le presunte commistioni tra spezzoni della classe politica regionale e nazionale e settori del malaffare e della criminalità organizzata calabrese; ritenuto che un allontanamento forzato del Dott. De Magistris sarebbe inevitabile causa dell’arenarsi delle inchieste in corso e creerebbe nell’opinione pubblica la convinzione che la classe politica tenti a sottrarsi ad un giudizio in merito a sue presunte responsabilità
chiedono Al Presidente della Repubblica, al Consiglio Superiore della Magistratura e al Presidente del Consiglio dei Ministri che sia revocata la richiesta di trasferimento del Dott. De Magistris, affinché le inchieste avviate vengano concluse e la Giustizia faccia il suo corso nel pieno rispetto della sua autonomia e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Caso De Magistris: intervenga il Capo dello Stato-di Sonia Alfano e Salvatore Borsellino
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[tags]De Magistris, petizione,trasferimento,Mastella[/tags]

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Informazione, Politica, movimenti civici, petizione
L'autore: Vinz lo ha scritto il 25 Settembre 2007 alle 21:11 |
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