25
Ottobre
2008
La “riforma” Gelmini

Io ve ne riporto uno stralcio, ma le parole di Pasquale, vanno lette tutte

Per chi non se ne fosse accorto, il Pdl sta scrivendo una pagina importantissima della nostra storia.  Chi protesta per la “riforma” Gelmini deve capire che non è questo Governo che sta uccidendo la scuola tradizionale.
La nostra scuola è stata già uccisa da fannulloni e raccomandati. E’ stata uccisa da decenni di pessima gestione delle risorse. E’ stata uccisa dai tantissimi insegnanti assunti senza motivo. E’ stata uccisa dai tantissimi corsi, senza frequentanti, creati nelle Università solo per sistemare Tizio oppure Caio. E’ stata uccisa dai bidelli che si rifiutano di lavare i pavimenti. E’ stata uccisa da decenni di clientelismo. E’ stata uccisa dal marcio che ci circonda.
Questo cambiamento fortemente contestato da studenti ed insegnanti, molto strumentalizzato dal reazionario Pd (che finalmente ha qualcosa a cui aggrapparsi, non sapendo tutti che la Gelmini per la sua “riforma” ha copiato tanto da Bassanini un vecchio diessino ora al Pd), e dai sindacati ad esso legato, altro non è che parte dell’ espressione di un gruppo liberale democraticamente eletto, che porterà dritto dritto alla trasformazione delle scuole in fondazioni private, ovvero il modello scolastico normale per un partito come il Pdl.
Si protesta per i tagli senza renderci conto che l’ Italia (un paese al momento decadente, culturalmente, eticamente e moralmente) rischia la bancarotta.

Si protesta spinti da partiti falliti come il Pd, pieno di personaggi indagati come è più di quelli del Pdl e da Rifondazione Comunista, l’ unico partito comunista al mondo che si è presentato ad una campagna elettorale senza la falce e martello.
Si protesta senza proporre soluzioni alternative.
Si protesta spinti da gruppi sindacalisti di parte, che sino ad aprile erano spariti dalle piazze.
Si protesta approfittando della forza e della buona fede di giovani studenti, ovvero di coloro che pagheranno, oltre alle pensioni, tutte porcate fatte dalle generazioni che li hanno preceduti dalla creazione della Repubblica ad oggi.
La “riforma” Gelmini non esiste. Esiste solo un grosso cambiamento in atto che porterà alla scomparsa dello Stato “sociale”, dove solo i migliori riusciranno a fare strada.
Gli altri per strada ci finiranno a vivere…

Nei prossimi anni saranno cambiate tutte le regole a cui il popolo italiano è abituato, un cambiamento “globale” che porterà ad una divisione netta tra ricchi e poveri.
Un cambiamento sicuramente favorevole ai ricchi, ma fortemente voluto dai poveri, o forse e meglio avere il coraggio di dire: un cambiamento che porterà ad una divisione netta tra intelligenti e stupidi. Un cambiamento sicuramente a favore degli intelligenti, ma fortemente voluto dagli stupidi…

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Amici, Associazioni, Politica, mondo_blog
L'autore: Vinz lo ha scritto il 25 Ottobre 2008 alle 07:35 |

UPDATE: ho sbagliato a segnalare il post (il titolo dei post quasi identici mi ha tratto in inganno) e chiedo scusa. Resta il fatto però che si potrebbero utilizzare piattaforme supportate da tutti.

Anch’io, come molti blogger Abruzzesi, quest’oggi mi sono ritrovato nella casella di posta un’email da parte di Carlo Costantini, candidato dell’Italia dei Valori per la presidenza della Regione Abruzzo.

Ecco il testo dell’email:

Caro Vincenzo,

sono Carlo Costantini, candidato dell’Italia dei Valori alle elezioni
per il Presidente della Regione Abruzzo.
Ho messo on line nel mio blog il programma elettorale fatto da 10
proposte aperte ai cittadini a cui ho chiesto un contributo nella
definizione di nuove proposte. Contrariamente ai miei avversari,
definiti e non, io ritengo che la Rete svolga un ruolo fondamentale
nello sviluppo di questa regione. La Rete, come voi saprete, è
trasparenza, disintermediazione politica, informazione libera, ma è
anche servizio ai cittadini, taglio di costi pubblici, nuove
opportunità di lavoro, ecologia. Non sviluppare una regione sotto
questo punto di vista significa tagliarla fuori o farla arrivare
irrimediabilmente in ritardo sul treno dello sviluppo, treno che oggi
molti giovani abruzzesi credono di aver già perso. Ma io non mollo, e
nel mio programma ho inserito soluzioni radicali che rivoluzioneranno
l’Abruzzo, a partire del Wi-max ad accesso gratuito in tutti i
principali centri urbani con graduale estensione a tutto il
territorio. Internet è un diritto ai tempi nostri, non più gestibile
dagli operatori privati.
Fatta questa doverosa premessa vi invito a dare un giudizio sul mio
programma e aspetto i vostri preziosi commenti come interlocutori che
ne hanno già compreso il valore. Sono disponibile a vostre interviste
su qualsiasi argomento riteniate utile per poter spiegare ai cittadini
con la massima trasparenza ogni aspetto della mia proposta. Qualora
abbiate difficoltà a raggiungermi di ogni tipo siete pregati di
contattare la mia segreteria personale. Provvederò personalmente a
mettervi nella condizione di potermi raggiungere per effettuare il
vostro lavoro.

Con stima, Carlo Costantini

Mi ha fatto piacere ricevere quest’email alla quale rispondo con una lettera aperta, questa:

Gentile Carlo Costantini,

innanzitutto la ringrazio per l’attenzione che manifesta nei confronti dei cittadini che utilizzano il proprio blog come strumento per manifestare i propri pensieri e raccontare la propria vita con la forza del confronto insita nella possibilità del commento da parte dei visitatori.

E’ proprio la potenza della partecipazione che mi ha spinto a risponderle. I suoi progetti che vedono protagonista la Rete e la sua apertura nei confronti del cittadino sono lodevoli, ma spesso in una squadra non tutti hanno le stesse idee oppure le persone che la compongono non si applicano allo stesso modo per perseguire lo stesso risultato.

Mi riferisco al fatto che il 15 Ottobre scorso ho commentato il post del blog dell’Italia dei Valori - Abruzzo in cui si annunciava la diretta streaming del suo intervento - http://www.abruzzo.antoniodipietro.it/?p=490 -. Il mio commento non infrangeva le regole, peraltro giuste, della vostra policy ed esprimeva il mio disagio quale utente del sistema operativo Linux nell’accorgermi dell’impossibilità di seguire la diretta perché la piattaforma non era supportata. Esprimevo il mio disagio con rabbia (data dall’ennesima delusione), va bene, ma non offendevo nessuno. Tuttavia il mio commento è stato censurato.

Non mi aspettavo dal mio commento un cambio di piattaforma streaming da parte vostra, nemmeno le scuse, ma almeno un “Prenderemo in considerazione la sua segnalazione”. Una cosa così, semplice e non impegnativa.

Con la mia scelta di utilizzare solo Software Libero riconosco di rappresentare una minoranza (che sta sempre crescendo), ma comunque come me si sono trovate nella stessa condizione altre persone (vi basterà vedere le statistiche di accesso al vostro blog per quantificare in modo preciso) che, scegliendo un Sistema Operativo Libero, non vi hanno segnalato il fatto (o lo hanno fatto ed anche il loro commento non è stato pubblicato).

Utilizzare un blog per confrontarsi con i cittadini è lodevole, ma bisogna anche tener presente i doveri insiti in tale scelta: l’ascoltare, sempre, chi commenta ed interfacciarsi con la persona che ha manifestato la volontà di dialogare con voi.

Con questo consiglio la saluto e le auguro il miglior risultato possibile dalla sua campagna elettorale. Spero che vorrà rispondere a questa lettera aperta che troverà anche sul mio blog a quest’indirizzo: http://www.vincenzodibiaggio.net/blog/2008/10/22/lettera-aperta-a-carlo-costantini-idv

Le assicuro che il commento sarà pubblicato.

Cordialmente,

Vincenzo Di Biaggio

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Politica, censura, mondo_blog, opensource
L'autore: Vinz lo ha scritto il 22 Ottobre 2008 alle 15:30 |

C’è chi spende due parole per ricordare chi voleva che i capelli venissero tagliati.

Mi associo anch’io alle parole di Mafe, che sono il rompicoglioni della famiglia. (con te non si può guardare il telegiornale cit. di mia sorella)

Almeno cominciamo a pensarci.

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Politica, economia, mondo_blog, movimenti civici
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Ottobre 2008 alle 20:58 |

Una volta c’era il bel gioco del calcio, infarcito di soldi nelle serie maggiori, ma comunque un bello sport. Poi arrivò “Moggiopoli”, ovvero si scoprì la verità, il magna-magna generale (perchè non venitemi a dire che pensate che solo Moggi ha rovinato l’etica in questo sport), e quei pochi disincantati che erano rimasti aprirono gli occhi e si ricredettero.

Ogni tanto si parlava di ultras, di quei baldi giovini che seguono la loro squadra del cuore in giro per mezza Italia e, se sono tra i fortunati sostenitori di una squara forte) in Europa e nel Mondo. Si è sempre detto che gli ultras sono violenti, estremi nelle loro ideologie politiche. Ogni tanto si faceva la foto ad una bandiera celtica, ad un cesso (o uno scooter) che rotolava dagli spalti, qualche cazzotto e così via. Una volta all’anno o giù di li, parte il periodo speciale a causa dell’omicidio di qualcuno, si riparla di violenza, ecc., ecc.

Da qualche tempo a questa parte no invece. Gli ultras vengono quasi dipinti come un vero e proprio movimento politico (spesso fascista) e si racconta nel minimo dettaglio delle loro bravate. Ogni articolo è un reportage di quello che hanno o non hanno fatto gli ultras.

Ora rendiamoci conto di una cosa: gli ultras ci sono sempre stati, i macelli creati da loro anche: sono violenti ed estremisti. Perciò smettiamo di usarli per raccontare di come negli ultimi tempi le idee estreme si stanno impossessando della nostra società, perchè i recinti (per le mandrie imbizzarrite) negli stadi italiani ci sono da decenni.

Soprattutto, smettiamo di usare uno sport per addormentare le menti delle persone. Immaginiamo l’Italia dopo 6 mesi senza calcio: coscienze che si svegliano, persone che trovano interessi diversi. Magari cominciano a leggere ed informarsi di quello che succede nel proprio Paese. Naa, molto meglio un branco di pecore che fanno scrivere articoli che, non so a voi, a me danno il voltastmaco.

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Politica, violenza
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Ottobre 2008 alle 16:38 |
9
Ottobre
2008
Impunità con le ali

Apprendo con sgomento la nuova mossa del Governo per salvare chi dovrebbe pagare. Una delle norme inserite nel decreto Alitalia infatti prevede che non si possa esser perseguiti legalmente se l’azienda che si è amministrato non fallisce.

Cioè: Geronzi, Tanzi e Cragnotti si salvano.

Per quanto mi riguarda ho capito che la campagna per la sicurezza dei cittadini da parte della maggioranza non comprende la sicurezza di un futuro in termini di sicurezza economica.

[via Aghost]

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Politica, giustizia, notizie
L'autore: Vinz lo ha scritto il 9 Ottobre 2008 alle 16:06 |