ottobre
2007 Contro il razzismo
Questo post è per parlare di due tipi di razzismo che hanno colpito la nostra Italia: da un lato il razzismo di un giudice tedesco che ha dato uno sconto di pena ad un violento ragazzo che ha segregato e violentato ( ma non solo ) la sua ex perché di origine sarda, dall’altro quello di Micciché nei confronti dei siciliani che non sono mafiosi.
I sardi, quei violenti…
“Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. E’ un sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non puo’ certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante”
Questo si legge nella sentenza di un giudice di Hannover che spiega così lo sconto di pena per un giovane cameriere di origini sarde che ha violentato, segregato, umiliato la sua ex ragazza perché sospettava che lo tradisse. Da tale motivazione si evince un’ottusità senza paragone del giudice convinto che, non solo in Sardegna, ma nell’Italia intera il rapporto uomo-donna sia ancora quello dei tempi delle caverne. Due sono le cose:
- Il giudice in questione ha conosciuto solo la parte criminale degli italiani emigranti e non. Da sottolineare che tutte le nazioni, purtroppo, hanno una parte criminale. Tale giudice ha forse stretto rapporti solo con una parte degli italiani emigranti oppure è proprio idiota.
- Il giudice in questione è uno “all’antica”, un filo-nazista diciamo, che crede nella razza ariana… ma in questo caso dovrebbe provare nei confronti degli italiani un’innata simpatia visto che siamo stati gli unici idioti a far da spalla ad un’ideologia ignorante e violenta pagandone ancora le conseguenze.
I siciliani non mafiosi…
“Il nome dell’aeroporto danneggia l’immagine siciliana”
Micciché (Forza Italia e grande amico di Dell’Utri) reputa triste intitolare un aeroporto a Falcone e Borsellino perché secondo lui, non indurrebbe i visitatori dello stesso a pensare ad una Sicilia che non sia solo mafia ed inoltre rincara la dose parlando del fatto che in altre regioni italiane come la Calabria e la Campania, la criminalità organizzata è più presente che in Sicilia. Ovviamente lo fa per i siciliani non mafiosi, quelli che si impegnano per lo sviluppo della propria regione e che si vedono “affibbiare” tale considerazione. Voglio credere a questo suo pensiero, ma rimane il fatto che la mafia esiste, che pochi cittadini fanno di tutto perché se ne parli, che si porti a conoscenza il maggior numero di persone di situazioni angoscianti per chi vuole vivere in maniera “normale”. La classe politica invece, troppo spesso risponde con metodi strani che fan riflettere, sembra quasi che vogliano offuscare la memoria di una cosa come la mafia, che esiste e non può essere trascurata. La classe politica che troppo spesso è collusa con la mafia, stringendo affari con essa ed aiutandola a coltivare una memoria dove la mafia non esiste molte, troppe volte lascia interdette persone come me che vorrebbero urlate le nefandezze di un sistema che la fa da padrone a discapito di chi vuole essere un semplice cittadino.
Chiudo questo lungo post con la citazione di un luminare, di un politico che si è messo in prima linea per spiegare come risolvere la questione della criminalità organizzata:
“con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole”
Pietro Lunardi, ex ministro della Repubblica
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Alternative? “L’idea è chiara: creare una lista civica nazionale che possa candidarsi a portare in Parlamento la società civile, come vera alternativa elettorale alla “casta”. Il sentimento diffuso è che questo soggetto politico dovrà essere al di fuori del sistema dei partiti e staccato sia dal centrodestra che dal centrosinistra, per dare voce ai cittadini che da questa politica della casta non si sentono più rappresentati.” via 











