LA RIVOLTA - Nel frattempo, sale la rabbia a Castelvolturno: alcuni immigrati, bastoni in mano, hanno frantumato le vetrine di alcuni negozi e rivoltato auto in mezzo alla strada, distruggendo i vetri di altre vetture ferme. Il tutto davanti al luogo dove sono stati uccisi i sei stranieri. «Vogliamo giustizia - urlavano - non è vero che i nostri amici ammazzati spacciavano droga o erano camorristi. Sono state dette tutte cose false». Gli extracomunitari, soprattutto africani, puntano il dito contro chi li accusa di spacciare droga. «Noi siamo persone perbene, non è giusto che ogni volta che si parla di droga - dicono - siamo noi i colpevoli e questo solo perché è nero il colore della nostra pelle. Questo è razzismo». A un certo punto gli immigrati hanno iniziato a lanciare massi e oggetti pesanti contro la camionetta della polizia. La protesta è proseguita nel pomeriggio: gli immigrati hanno sradicato segnali stradali gridando «italiani bastardi».
Sono un antirazzista da sempre, ma combattere il razzismo con altre dichiarazioni razziste è la cosa meno indicata da fare. Penso che ci vorrebbero più luoghi di aggregazione, meno serate passate davanti la TV, più passeggiate in mezzo alla gente, più tempo speso a pensare che dopotutto non siamo diversi, che il colore della pelle è un sintomo dell avarietà della natura, che la nazionalità è stata creata dagli uomini. Ci eleggiamo a creature senzienti e siamo convinti che siamo la migliore manifestazione della forza della natura e ci perdiamo in un bicchiere d’acqua così piccolo.
Come praticamente tutti quelli che in questi giorni hanno preso parte all’indignato movimento di protesta nei confronti della Carrefour, anch’io ricevo la risposta ufficiale del gruppo e ve la riporto, anche se sono sicuro che l’abbiate già letta. Personalmente credo nelle buone intenzioni della Carrefour, ma ciò non toglie che hanno la responsabilità di scegliere con cura i propri dipendenti e collaboratori esterni e credo che se ne siano accorti, eccome! Spero che le punizioni ventilate nel comunicato vengano somministrate e che siano di esempio per qualunque persona venga a contatto con questa vicenda. Quello che è successo non si deve ripetere!
Ora che ho spezzato una lancia a favore della Carrefour posso dirla tutta: siete sinceramente dispiaciuti dell’accaduto? Il comunicato potevate metterlo sulla home page del gruppo e non rifilarlo sottobanco.
Non preoccupatevi, la voce la possiamo rialzare in un qualunque momento.
Ecco il testo del comunicato:
Buongiorno.
Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.
Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed aspettative, dai più piccoli ai più grandi. L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.
Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.
Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.
Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.
Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.
UPDATE: Vengo a sapere da Sara Taricani che la notizia è arrivata a Google News (grazie Friendfeed )
Tramite il blog di Luca Conti vengo a conoscenza di un fatto orribile.
La vicenda riguarda un bambino autistico di quattro anni, la sua madre e la Carrefour di Assago (MI).
Durante l’esposizione di alcuni modelli delle macchine protagoniste del film Cars con relativa organizzazione per permettere di fare le foto-ricordo il bambino, solo perchè si comportava in maniera diversa facendo perdere due minuti a chi era li per fare le foto, è stato deriso e maltrattato davanti a tutte le persone presenti. Triste l’epilogo che fa capire bene che aria si respirasse in quel momento: “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente”.
Inutile cercare di descrivere la mia indiganzione e lo schifo che provo solo al pensiero di appartenere alla stessa razza del regno animale di tali persone. Vi invito a sfogarvi mandando una email al servizio clienti della Carrefour: servizioclienti@carrefour.com. Io l’ho appena fatto. Vi invito anche a leggere tutta la vicenda, che ho volontariamente sintetizzato, direttamente sul blog della madre del bambino: Email che fanno male.
Questo è il prezzo che si paga ad essere diversi… ecco io sono orgoglioso di essere diverso da determinate persone.
7 anni fa a quest’ora entravo in casa della mia ragazza di allora, Mariagrazia, e la trovavo con gli occhi fissi davanti la tv assieme alla madre. La scena che si poteva vedere era quella delle torri gemelle fumanti. I commenti dei cronisti si susseguivano incessantemente, le immagini dell’impatto degli aerei in loop quasi perenne, le urla di disperazione delle persone presenti si mischiavano al frastuono degli allarmi e delle grida di chi doveva coordinare i lavori. Le torri erano già crollate, ma tutto si ripeteva ciclicamente.
Sono passati sette anni e, siamo sinceri, non ancora si capisce bene cosa sia successo e perchè. Chi dice che il rapporto ufficiale governativo sia esatto, chi la pensa diversamente (io la penso molto diversamente). Quel che è sicuro, è che se ne parla ancora molto e che in funzione di questo gravissimo evento in soli sette anni il Mondo è cambiato. In nome della lotta al terrorismo si stanno compiendo tutt’ora delle guerre, molte delle libertà che prima avevamo non le possediamo più e tutto in nome della sicurezza, la nostra.
Fatto strano poi, non ancora si riesce a ricostruire manco una delle due torri che prenderanno il posto di quelle crollate. Secondo Wikipedia tutto il complesso del World Trade Center (comprendente anche altri edifici) fu realizzato in 7 anni, dal ‘66 al ‘73. Eppure dagli anni ‘70 l’ingegneria ha fatto passi enormi e non ditemi che non ci sono i soldi
Pare che si voglia a tutti i costi far rimanere indelebile il ricordo di quegli eventi. Penso troppo a male?
Segnalo inoltre la produzione italiana (con componente popolare) di un film-inchiesta dal titolo Zero. Per maggiori info andate sul sito ufficiale. Qualcuno di voi lo ha già visto? Come lo reputate? Io non ho ancora avuto occasione.