Ha senso il ricorrere a tutti i costi un guadagno il più possibile alto? Il dover crescere di anno in anno, di mese in mese se non di giorno in giorno? Una volta che si guadagna abbastanza per vivere bene, quando già non ti manca niente e stai pure in avanzo, ha senso ?
E’ così difficile fare in modo che le ricchezze siano adeguatamente redistribuite? E’ così difficile capire che se anche i meno abbienti stanno meglio è l’intera comunità che ne giova? Quando la classe media non può permettersi una vita dignitosa anche con due stipendi tra costo della vita e mutuo per la casa, dovendo rinunciare anche alle cose basilari, come può crescere l’intera economia? Quando l’ago della bilancia punta sempre più da un lato è inevitabile che prima o poi accada qualcosa di spiacevole.
Ma il sistema è questo: bisogna sempre crescere. Allora si specula. E per colpa di quei pochi che stanno ancora speculando chi ci deve rimettere è il cittadino. Il cittadino ci rimette perchè altrimenti la banca farebbe accadere il finimondo pur di recuperare quei soldi che le servono per non fallire. Quindi comincerebbero i pignoramenti a chi è ricorso al secondo se non il terzo mutuo per la casa pur di non vivere sotto un ponte.
E’ inutile che ci giriamo intorno, il sistema capitalista ha fallito. Sia chiaro, io non penso che la nazionalizzazione sia “la soluzione”, ma che le cose vadano regolate meglio ma soprattutto ridimensionate. Non ha senso voler a tutti i costi influenzare la politica per favorire la nascita di leggi il più liberali possibile se poi bisogna ricorrere ad aiuti di Stato quando succede il patatrak.
“Paga pantalone”, si dice. Beh, sarebbe quasi ora che Pantalone inizi a contare un po’ di più per il sistema. Se Pantalone non paga, tutto crolla ragazzi. Nessuna lotta operaia, non è quello il senso del mio ragionamento, ma una reale attribuzione dei meriti. Ci sono i doveri, ma dove sono finiti i diritti?
Sto sognando, me ne rendo conto. Ma solo io sogno?
L'autore: Vinz lo ha scritto il 2 Ottobre 2008 alle 13:08 |
Aiutatemi a capire, io di queste cose mastico poco.
Nel 2001, per finanziare le invasioni, l’America emette tanti bot comprati in larga parte dalla banca centrale cinese. La maggior parte delle industrie americane ma non solo, ha la produzione dislocata nell’est e soprattutto in Cina.
Tante di queste aziende che esportano occupazione per trarre maggior profitto sono le case editrici. Oggi vengo a sapere che il regime cinese, censura anche i libri in lingua occidentale che vengono stampati esclusivamente per i mercati occidentali. Quante sono le case editrici che in nome del profitto si faranno censurare i libri? Quante quelle che rinunceranno ai soldi in nome dell’etica?
Se una singola entità ha in mano il potere economico (e politico), il potere produttivo e il potere culturale che cosa potrà accadere da qui in poi?
Nel frattempo in Italia, in nome della sicurezza, fomentiamo il razzismo e troviamo qualsiasi scusa per accettare il fascismo per quello che non è mai stato. In più accettiamo le rassicurazioni di chi ci dice che tutto va bene, anche se tutto l’attuale sistema sta crollando e quello che sta ancora in piedi è pieno di crepe e scricchiola da tutte le parti. Non solo, tra qualche anno accendere il gas per cucinarsi la pasta non sarà per tutti e poter fare la scarpetta con del pane fresco sarà un lusso. Se nel mentre la luce in cucina è accesa, beh, inimmaginabile.
Ma non è detto che si arriverà a questo, potremo anche morire prima per l’avvelenamento di qualche cosa di tossico inserito negli alimenti per guadagnarci sopra ancor di più.
Dove stiamo andando?
L'autore: Vinz lo ha scritto il 1 Ottobre 2008 alle 15:44 |
Cosa fare quando di pensieri in testa ne hai cosi tanti da essere stordito? Quando stai ascoltando musica ma non riesci a sentirla? Quando avresti tante di quelle cose da dire ma non ti vengono le parole? Scrivere? Si, ci sto provando da un’ora ma senza riuscirci. Sembra che i pensieri son cosi forti da scardinare qualunque limite gli voglia imporre. Sia che li voglia racchiudere dentro dei suoni con la voce o delle parole con la scrittura, puff! volano via e non ci sono più.
Li ho nella testa, stanno martellando da ore, ma propri non ne vogliono sapere di farsi domare. Ok, ho sempre pensato che con la parola e la scrittura si limitassero sentimenti, pensieri e sensazioni, ma cavolo, a volte si ha bisogno di tirar fuori ciò che si ha dentro!
Io di carattere lo faccio raramente, più che altro quasi mai ho trovato persone realmente interessate a sentire. Sarà che non ci sono abituato, ok va bene, va VOGLIO farlo! Niente, comincio e poco dopo rimango con un pugno di mosche in mano.
La soluzione?
Urlo
L'autore: Vinz lo ha scritto il 30 Settembre 2008 alle 19:36 |
L'autore: Vinz lo ha scritto il 29 Settembre 2008 alle 01:11 |

La Repubblica
Nasce la protesta del gruppo Autistici Inventati nei confronti della cattiva informazione e lo fanno in un modo davvero originale: creano La Repubblica of Gossip. O meglio, effettivamente non hanno creato granchè (ci ha pensato La Repubblica nel tempo), ma enfatizzano lo stato delle cose con un plugin per Firefox che “ridisegna” la home page di La Repubblica dando più risalto al gossip e altre menate rispetto alle notizie che dovrebbero avere il risalto che meritano.
Ho deciso di aderire a questa iniziativa e infatti ho inserito il loro banner nel template (si lo so, compre altri contenuti, ma mi va bene cosi).
Personalmente credo che effettivamente la distribuzione dell’informazione ai comuni mortali (coloro che non si possono documentare in altro modo) da parte degli organi “ufficiali” e dai media tradizionali in generale sia uno schifo. A tal proposito ho anche creato un gruppo su Facebook contro la pubblicità (perchè di pubblicità si tratta) fatta apparire nei telegiornali come notizia.
Per saperne di più vi rimando alle fonti ufficiali e ti invito ad aderire.
- Il post di presentazione - La pagina dell’iniziativa - Due parole in più -
L'autore: Vinz lo ha scritto il 27 Settembre 2008 alle 17:03 |