1
Ottobre
2008
Aiutatemi a capire

Aiutatemi a capire, io di queste cose mastico poco.

Nel 2001, per finanziare le invasioni, l’America emette tanti bot comprati in larga parte dalla banca centrale cinese. La maggior parte delle industrie americane ma non solo, ha la produzione dislocata nell’est e soprattutto in Cina.

Tante di queste aziende che esportano occupazione per trarre maggior profitto sono le case editrici. Oggi vengo a sapere che il regime cinese, censura anche i libri in lingua occidentale che vengono stampati esclusivamente per i mercati occidentali. Quante sono le case editrici che in nome del profitto si faranno censurare i libri? Quante quelle che rinunceranno ai soldi in nome dell’etica?

Se una singola entità ha in mano il potere economico (e politico), il potere produttivo e il potere culturale che cosa potrà accadere da qui in poi?

Nel frattempo in Italia, in nome della sicurezza, fomentiamo il razzismo e troviamo qualsiasi scusa per accettare il fascismo per quello che non è mai stato. In più accettiamo le rassicurazioni di chi ci dice che tutto va bene, anche se tutto l’attuale sistema sta crollando e quello che sta ancora in piedi è pieno di crepe e scricchiola da tutte le parti. Non solo, tra qualche anno accendere il gas per cucinarsi la pasta non sarà per tutti e poter fare la scarpetta con del pane fresco sarà un lusso. Se nel mentre la luce in cucina è accesa, beh, inimmaginabile.

Ma non è detto che si arriverà a questo, potremo anche morire prima per l’avvelenamento di qualche cosa di tossico inserito negli alimenti per guadagnarci sopra ancor di più.

Dove stiamo andando?

Categorie:

censura, economia, italia, violenza
L'autore: Vinz lo ha scritto il 1 Ottobre 2008 alle 15:44 |

Spesso si parla di come alcuni regimi, più o meno dichiarati, assieme ai grandi nomi del Web (in primis i motori di ricerca), oscurino contenuti online o comunque limitino in un qualche modo la libera fruizione degli stessi agli abitanti dei propri Stati. Un esempio sopra tutti, la censura di Yahoo! e Google in accordo col Governo Cinese.

Ma tale censura si limita a pochi esempi? Qual è il vero stato delle cose?

ONI - Open Net Initiative - si occupa proprio di questo: monitorare il livello di censura della rete e promuovere il libero scambio delle informazioni.

Internet censorship and surveillance are growing global phenomena. ONI’s mission is to identify and document Internet filtering and surveillance, and to promote and inform wider public dialogs about such practices.

Dalla Home Page dell’ONI

Al di là dei motivi ideologici e di libertà, al primo posto sicuramente in questa considerazione, c’è anche da tener conto per il futuro del fatto che Internet ed il Web è il porto dove tutte le navi attraccheranno. Evitando le metafore, Internet ed il Web sono il futuro. Dell’informazione, dell’intrattenimento, dei contenuti, dell’economia. Limitarne oggi la fruizione vorrà dire tornare indietro tra qualche anno e dover recuperare.

In Italia come siamo messi?

Secondo l’ONI, non tanto bene, in quanto siamo sotto una censura selettiva. Il primo pensiero è sui filtri (peraltro facilmente aggirabili) messi a punto verso i siti di scommesse esteri l’anno scorso, ma è cosi semplice la situazione? Chi può dirlo?

Solo chi ne è aconoscenza diretta a livello decisionale ed operativo. Dobbiamo fidarci.

L’ONI dispone anche di un blog, attraverso il quale è possibile leggere le notizie di prima mano e soprattutto aggiornate. Un considerazione abbastanza forte è quella secondo cui la liberalizzazione dei tld (top level domain) aiuti la censura di stato.

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censura, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 28 Giugno 2008 alle 12:58 |