Nota: Post lungo (scusate ma ci voleva)

Il rapporto con Mani di Fata

Mani di fata è una rivista che vedo per casa da almeno dieci anni, mia madre infatti si diletta con le più disparate tecniche di ricamo e punto a croce e devo dire che è davvero brava. Tento da almeno un anno di convincerla a vendere online, ma proprio non ne vuol sapere: “non lo voglio far diventare un lavoro” dice… condivisibile o meno come punto di vista, ma sta di fatto che guadagnerebbe un pacco di soldi… Vabeh, torniamo al tema di questo post: l’e-shop di Mani di fata.

(continua…)

Categorie:

personale, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 27 Settembre 2008 alle 15:18 |

In questi giorni sono stato molto assente e me ne scuso, ma è partita una bella iniziativa della quale vi parlerò a breve. Avete pensato che fossi andato in ferie? MA-GA-RI! :) Niente ferie quest’anno :(

Veniamo al post:

Una grande azienda decide di aprire un canale di vendita in cui, uno dei punti cruciali, è la referenzialità. Qual è il modo peggiore per farlo secondo voi? Esatto, creare o farsi creare false referenze.

Sto parlando della vicenda che vede protagonisti Renault Italia e Ebay Italia prontamente segnalata da EbayAbuse e giratami dall’amico Andrea.

Secondo il sito EbayAbuse, che da anni combatte i lati peggiori e oscuri dell’amministrazione di Ebay Italia nonchè le truffe che avvengono sul più grande portale di aste online portandoli alla luce e parlandone, Ebay Italia e Renault si sarebbero accordate per creare false referenze del venditore renault_italia (profilo ufficiale di Renault in Ebay).

Stando agli articoli, nel giro di pochi giorni renault_italia avrebbe comprato oggetti inesistenti messi in vendita con aste fasulle. Nella fattispecie stiamo parlando sempre dello stesso oggetto: un portachiavi Renault (che fantasia ^^). Le aste si sarebbero chiuse sempre nel giro di pochi minuti e i feedback scambiati in brevissimo tempo. In questo modo renault_italia, nel momento in cui ha  messo in vendita due Megane sarebbe arrivato ad avere un feedback positivo pari a 10. Da notare come i profili dei venditori dei portachiavi comperati da renault_italia siano riconducibili alle alte sfere del reparto motori di Ebay Italia.

La comunità si è accorta subito di questo giochino (la comunità non la si prende in giro, ma soprattutto ha una memoria d’elefante), denunciandolo sia sulle pagine di EbayAbuse che tramite i commenti nel blog della Bonomo, direttore marketing di Ebay Italia. I risultati sono stati: l’azzeramento del punteggio di renault_italia, la cancellazione delle aste, l’epurazione dei commenti sul blog della Bonomi e una risposta della stessa Bonomi che, a mio parere, avrebbe fatto meglio a non dare.

Di sicuro un esempio da non seguire per qualunque azienda voglia valorizzare il proprio nome in una community. Alla Renault infatti sarebbe bastato poco per partecipare a delle vere aste ed aggiudicarsi dei veri oggetti. Non credo che sarebbe andata in fallimento per questo. Altra cosa che mi fa riflettere: la Renault implicitamente riconosce il valore del punteggio di feedback e quindi del giudizio della comunità. Non poteva semplicemente iniziare da 0 a vendere come hanno fatto un po’ tutti?

Aveva paura di partire svantaggiata? E perchè?

Di sicuro è un duro colpo per l’immagine di entrambe le aziende. La Renault dovrà investire soldi per riabilitarsi agli occhi delle persone ed Ebay Italia, verso la quale la fiducia degli utenti va sempre più scemando, ne ha combinata un’altra.

Per saperne di più: EbayAbuse.it. Gli articoli che parlano di questa vicenda sono (in ordine temporale):

  1. Una vicenda vergognosa …
  2. Ha trasformato eBay.it in un Suk
  3. Imbroglio Renault: Cosa loro?
  4. L’articolo ora in home page dal titolo: Risposta agli utonti

Categorie:

marketing, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 7 Agosto 2008 alle 12:39 |

Proprio ieri scrivevo sui numeri dell’e-commerce italiano, lamentandomi che non si sapevano i volumi del fatturato. Oggi mi viene incontro Codice Internet con un video:

Siamo ben al di sotto della media europea sicuramente, ma anche in Italia la crescita è buona: si passa dai 2,906 miliardi di euro del 2006 ai 4,868 del 2007, un 48% in più che da coraggio a chi investe in questo mercato.

Purtroppo per il mercato italiano, le barriere che ostacolano uno sviluppo più forte sono ben lontane dall’abbattimento. Tra le tante: digital divide, costi di spedizione e cultura sono le maggiori secondo me. Per il digital divide si può fare poco, bisogna aspettare delle leggi che favoriscano (io li obbligherei) gli investimenti sul territorio e un buon controllo sui prezzi.

Per quanto riguarda la cultura si puo’ lavorare parecchio, sensibilizzare le persone verso l’ecommerce ed Internet in generale è un lavoro lungo e faticoso, ma si puo’ fare. Con Codice Internet sta nascendo una community variegata ed attiva che si fa carico proprio di questo: portare Internet a tutti.

Vi consiglio di dare uno sguardo al sito e vi incoraggio a partecipare alle discussioni.

Categorie:

economia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 23 Luglio 2008 alle 17:12 |

Leggo su key4biz che l’ecommerce italiano cresce a dismisura. I numeri sono molto incoraggianti e vi invito a leggerli tutti. Peccato che non venga fornito il collegamento alla fonte per approfondire.

Una cosa mi colpisce però: tra i tanti dati che fanno ben sperare per una buona crescita manca (secondo me) il più importante: l’andamento degli acquisti. Pare che il numero delle aziende che vende online sia cresciuto del 430% in tre anni, ma il numero degli acquisti è cresciuto di pari passo (MAGARI) ?

Si è comprato di più? Quanto? Qual è la somma più o meno precisa? Sarebbe interessante saperlo.

L’articolo

Categorie:

Ricerche, economia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 22 Luglio 2008 alle 07:29 |