Ottobre
2008 Abruzzo: terra verde dalle acque nere
Mea culpa. Mi era proprio scappata. Mi riferisco alla “Legge Fogna” che per quasi un anno ha trasformato le acque abruzzesi in una discarica. Nel vero senso della parola. Non solo lo scandalo sanitopoli, questo centro sinistra (sig!) abruzzese non si è risparmiato niente.
Solo lo scorso 30 Settembre infatti, è stata abrogata la legge ([Un comma inserito nella legge sull’insonnia dei camionisti], per farvi capire, eh) denominata giustamente Legge Fogna.
La legge, in barba alle Direttive Comunitarie ed alla normativa nazionale, aveva autorizzato i Comuni sotto i 2.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque superficiali senza trattamento delle acque reflue urbane e senza protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
Così come aveva autorizzato i Comuni fino a 10.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque costiere.
I danni per l’ambiente sono stati ovviamente elevatissimi. Il perchè di questa legge? Semplice: gli impianti dei Comuni per il trattamento delle acque non erano a norma. Le multe sono state annullate. Non potendo rimediare il altro modo, hanno fatto finta che il problema non esistesse alzando i limiti.
Bene, bravi e pure bis!
- La notizia - L’inchiesta de La Stampa -
Mi consolo leggendo delle innovazioni tecnologiche adottate dalla Honda di Atessa che porta lo stabilimento ai vertici per quanto riguarda l’ottimizzazione della gestione della produzione introducendo l’Rfid.











