Vi ho parlato più volte di Codice Internet, l’iniziativa che vuole portare “Internet alle persone”.
Questo post è per aggiornarvi: il progetto è finalmente approdato tra “i comuni mortali” ovvero ha fatto capolino offline, nella vita di tutti.
In questo periodo si sono sviluppate molte discussioni sui temi più disparati (basta vedere la lista dei gruppi), c’è stata una conferenza stampa ufficiale e non sono mancati dei dissapori che comunque stanno aiutando a “capire” meglio.

Per come la vedo io, Codice Internet ha un potenziale enorme che non può che crescere. Le menti in ballo e le idee scaturite sono molte e variegate, vi consiglio di fare un giro sul sito del progetto per rendervene conto.

Dal canto mio vorrei far partire una piccola-grande iniziativa volta a rendere i media tradizionali e le personalità che ne fanno parte più coscienziosi circa l’utilizzo di determinati termini o, in troppi casi, la promulgazione di sproloqui idee personali che ledono la penetrazione di Internet nella vita di chi non ancora lo “capisce”. Un esempio? Bruno Vespa.

Voi che ne pensate?

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iniziative, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 9 Settembre 2008 alle 08:17 |
24
Luglio
2008
Cucù, non c’è più

A Napoli, oltre l’emergenza rifiuti, è sparito anche l’articolo 21 della Costituzione Italiana…

Grazie Sdreng

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censura
L'autore: Vinz lo ha scritto il 24 Luglio 2008 alle 09:18 |

Leggo su key4biz che l’ecommerce italiano cresce a dismisura. I numeri sono molto incoraggianti e vi invito a leggerli tutti. Peccato che non venga fornito il collegamento alla fonte per approfondire.

Una cosa mi colpisce però: tra i tanti dati che fanno ben sperare per una buona crescita manca (secondo me) il più importante: l’andamento degli acquisti. Pare che il numero delle aziende che vende online sia cresciuto del 430% in tre anni, ma il numero degli acquisti è cresciuto di pari passo (MAGARI) ?

Si è comprato di più? Quanto? Qual è la somma più o meno precisa? Sarebbe interessante saperlo.

L’articolo

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Ricerche, economia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 22 Luglio 2008 alle 07:29 |

Spesso si parla di come alcuni regimi, più o meno dichiarati, assieme ai grandi nomi del Web (in primis i motori di ricerca), oscurino contenuti online o comunque limitino in un qualche modo la libera fruizione degli stessi agli abitanti dei propri Stati. Un esempio sopra tutti, la censura di Yahoo! e Google in accordo col Governo Cinese.

Ma tale censura si limita a pochi esempi? Qual è il vero stato delle cose?

ONI - Open Net Initiative - si occupa proprio di questo: monitorare il livello di censura della rete e promuovere il libero scambio delle informazioni.

Internet censorship and surveillance are growing global phenomena. ONI’s mission is to identify and document Internet filtering and surveillance, and to promote and inform wider public dialogs about such practices.

Dalla Home Page dell’ONI

Al di là dei motivi ideologici e di libertà, al primo posto sicuramente in questa considerazione, c’è anche da tener conto per il futuro del fatto che Internet ed il Web è il porto dove tutte le navi attraccheranno. Evitando le metafore, Internet ed il Web sono il futuro. Dell’informazione, dell’intrattenimento, dei contenuti, dell’economia. Limitarne oggi la fruizione vorrà dire tornare indietro tra qualche anno e dover recuperare.

In Italia come siamo messi?

Secondo l’ONI, non tanto bene, in quanto siamo sotto una censura selettiva. Il primo pensiero è sui filtri (peraltro facilmente aggirabili) messi a punto verso i siti di scommesse esteri l’anno scorso, ma è cosi semplice la situazione? Chi può dirlo?

Solo chi ne è aconoscenza diretta a livello decisionale ed operativo. Dobbiamo fidarci.

L’ONI dispone anche di un blog, attraverso il quale è possibile leggere le notizie di prima mano e soprattutto aggiornate. Un considerazione abbastanza forte è quella secondo cui la liberalizzazione dei tld (top level domain) aiuti la censura di stato.

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censura, web
L'autore: Vinz lo ha scritto il 28 Giugno 2008 alle 12:58 |