In Italia si sa, il Governo non è che reputi l’istruzione poi così importante e non mi riferisco solo all’attuale maggioranza.

Quello che mi ha fatto rimanere di stucco, è l’aver scoperto che da anni le maggiori aziende italiane stanno mettendo da parte la formazione dei propri dipendenti (soprattutto a livello manageriale) a favore di tagli per risparmiare.

In questi giorni è la volta della Reiss Romoli, scuola d’eccellenza che fino a poco tempo fa era di Telecom Italia. Tra le attività della Reiss Romoli ci sono: Formazione per lo sviluppo manageriale, Formazione tecnico-specialistica, Formazione informatica.

Allora è qualcosa nei nostri geni che ci fa reputare l’istruzione e la formazione una cosa di secondo piano. Siamo fatti così, cantava Cristina D’Avena.

Purtroppo per noi, il nostro “essere così” non solo nel breve periodo ci porterà ad essere sempre più ignoranti, ma nel lungo periodo ci farà rimanere sempre più indietro rispetto al resto d’Europa e del Mondo e quando non sei tu a sviluppare le tecnologie, si sa che le paghi a peso d’oro se le vuoi utilizzare.

Ovviamente la Reiss Romoli non sta a guardare e sta lottando, anche con una raccolta firme.

Sinceramente io mi son stancato di osservare un’Italia sempre agli ultimi posti di un po’ tutte le classifiche che uccide di anno in anno il proprio futuro…

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Lavoro, economia, italia, movimenti civici
L'autore: Vinz lo ha scritto il 25 Ottobre 2008 alle 00:58 |
2
Ottobre
2008
Tanto paga Pantalone

Ha senso il ricorrere a tutti i costi un guadagno il più possibile alto? Il dover crescere di anno in anno, di mese in mese se non di giorno in giorno? Una volta che si guadagna abbastanza per vivere bene, quando già non ti manca niente e stai pure in avanzo, ha senso ?

E’ così difficile fare in modo che le ricchezze siano adeguatamente redistribuite? E’ così difficile capire che se anche i meno abbienti stanno meglio è l’intera comunità che ne giova? Quando la classe media non può permettersi una vita dignitosa anche con due stipendi tra costo della vita e mutuo per la casa, dovendo rinunciare anche alle cose basilari, come può crescere l’intera economia? Quando l’ago della bilancia punta sempre più da un lato è inevitabile che prima o poi accada qualcosa di spiacevole.

Ma il sistema è questo: bisogna sempre crescere. Allora si specula. E per colpa di quei pochi che stanno ancora speculando chi ci deve rimettere è il cittadino. Il cittadino ci rimette perchè altrimenti la banca farebbe accadere il finimondo pur di recuperare quei soldi che le servono per non fallire. Quindi comincerebbero i pignoramenti a chi è ricorso al secondo se non il terzo mutuo per la casa pur di non vivere sotto un ponte.

E’ inutile che ci giriamo intorno, il sistema capitalista ha fallito. Sia chiaro, io non penso che la nazionalizzazione sia “la soluzione”, ma che le cose vadano regolate meglio ma soprattutto ridimensionate. Non ha senso voler a tutti i costi influenzare la politica per favorire la nascita di leggi il più liberali possibile se poi bisogna ricorrere ad aiuti di Stato quando succede il patatrak.

“Paga pantalone”, si dice. Beh, sarebbe quasi ora che Pantalone inizi a contare un po’ di più per il sistema. Se Pantalone non paga, tutto crolla ragazzi. Nessuna lotta operaia, non è quello il senso del mio ragionamento, ma una reale attribuzione dei meriti. Ci sono i doveri, ma dove sono finiti i diritti?

Sto sognando, me ne rendo conto. Ma solo io sogno?

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economia, personale
L'autore: Vinz lo ha scritto il 2 Ottobre 2008 alle 13:08 |