Succede che vivi in un Paese, l’Italia, pieno di piaghe. Succede che una delle piaghe più grandi è la mafia che ogni anno, si stima, incassa più dell’equivalente di una finanziaria dello Stato da cui succhia tutta la linfa che le riesce di succhiare.

Succede che fin da bambino ti insegnano ad indicare chi ha rubato le merendine, chi non si è comportato bene, chi ha fatto qualcosa di male. Poi cresci e ti insegnano che devi denunciare determinati fatti quando ne vieni a conoscenza, che devi essere pulito, buono, che la mafia è una cosa cattiva.

Succede che in determinati posti fare questo tipo di denuncia comporti un notevole coraggio, come in Sicilia. Quando in Sicilia qualcuno denuncia viene elevato spesso a cittadino modello, l’esempio da seguire. Ci sono i servizi del tiggì, le interviste magari, ti stendono un tappeto rosso a terra che porta dritto dritto verso il nulla quando va bene. Verso i guai nella maggior parte dei casi.

Tra un guaio e l’altro poi, capita di prendere il volo. Quando sei solo e tutto ti si rivolta contro e l’unica colpa che hai è essere un rompicoglioni, una bocca larga, possono non rimanere altre strade.

MESSINA – Le agenzie di stampa hanno battuto la notizia venerdì: “Morto suicida Adolfo Parmaliana, ex segretario ds di vigliatore”. Ai più Parmaliana era uno sconosciuto. A Terme Vigliatore (ME), però, colle sue denunce, aveva fortemente contribuito a far sciogliere, per mafia, il Consiglio comunale. Ma la magistratura, anziché perseguire i rei delle sue denunce, aveva rinviato a giudizio, per diffamazione, proprio lui. Professore universitario, uomo di partito, ma anche uomo libero. Un moralizzatore. Aveva anche denunciato le malefatte del PD.

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notizie
L'autore: Vinz lo ha scritto il 6 Ottobre 2008 alle 19:54 |
29
Settembre
2008
Vergognoso

Non ho parole

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Informazione, interviste, italia, notizie, violenza
L'autore: Vinz lo ha scritto il 29 Settembre 2008 alle 01:11 |

Il disegno di legge in materia di prostituzione mi lascia alquanto perplesso… Le prostitute non potranno operare per le strade e ci saranno punizioni sia per loro che per i loro clienti. Inasprimento contro chi obbliga i minorenni.

I possibili risultati:

  • Rinvigorimento del mercato immobiliare a causa di nuovi appartamenti da affittare o comprare.
  • Aumento dei prezzi delle case e degli affitti in virtù di nuova domanda.
  • Innalzamento dei prezzi delle prestazioni per recuperare delle maggiori spese.
  • Creazione di una sorta di “fossa delle Marianne” per quanto riguarda il già sommerso mercato dei corpi.
  • Facilitazioni per chi cerca prestazioni da minorenni (il giro è sempre quello ed è meno facile che ti vedano).

E così via… A questo punto riaprite le case chiuse no?! Almeno le prostitute sono controllate, sane, non passano malattie, non possono evadere più di tanto, lo Stato ci guadagna… troppo facile :°D Un po’ perchè, volenti o nolenti, parte dello Stato è colluso con le mafie, un po’ perchè la religione si immischia con la politica, le case chiuse non riapriranno.

Personalmente sono a favore dell’apertura delle case chiuse, con una sola condizione: controllo all’ingresso dello stato di famiglia aggiornato a non più di un anno. Se ti sposi col cazzo che poi vai a puttane. Per chiarezza sono anche contro la prostituzione, ma per un fatto di autostima: se devi pagare per fare del sesso devi migliorare te stesso, non svuotarti il portafogli… Ah, vai a prostitute per fare cose che altrimenti non potresti fare? Fai più domande quando scegli la tua compagna :D

Voi come la pensate?

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Lavoro, Politica, economia, giustizia, italia, personale, religione
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Settembre 2008 alle 14:01 |
29
Gennaio
2008
Foto dalla Calabria

La Calabria conta due milioni di abitanti, lunga e stretta, montagne e mare. Non ha strade, non ha acqua, non ha industrie. “Aggiunga quell’altro che non ha: non ha uno scrittore affermato che la racconti, non ha una storia che l’abbia resa grande. La Calabria è la regione del senza: senza questo e senza quello. Comandano gli invisibili: massoneria deviata che guida le ali criminali della ‘ndrangheta. Collusioni vaste della politica che subisce, dell’imprenditoria che accetta il dominio perché la malavita forse presta capitali con tassi meno alti delle banche. Anche la magistratura a volte esibisce il volto del connivente e non del controllore”. Parla Salvatore Boemi, oggi è il suo ultimo giorno alla direzione distrettuale antimafia: “Da domani sarò retrocesso a sostituto. Così vuole la legge. Vent’anni di onorato servizio, non sono valsi a nulla. Devo tornare in corsia”.

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L'autore: Vinz lo ha scritto il 29 Gennaio 2008 alle 17:31 |

Presentazione del libro

LA SICILIA DELLE STRAGI
La storia e le storie della violenza al potere: dagli eccidi dell’Ottocento al terrorismo mafioso un lungo percorso di repressione e di sangue

Con scritti di GONZALO ALVAREZ GARCIA, MASSIMO ASTA, LINO BUSCEMI, AMELIA CRISANTINO, ANGELO FICARRA, ANTONIO INGROIA, GIUSEPPE CARLO MARINO, FRANCO NICASTRO, DINO PATERNOSTRO, MARIO SIRAGUSA, MARCELLO TESTA, BALDASSARRE TOMASINO, SALVATORE VAIANA, VINCENZO VASILE. Tavole f.t. a colori di GAETANO PORCASI

A cura di
Giuseppe Carlo Marino

Insieme al Curatore interverranno

Angelo Ficarra - coautore
Diego Guadagnino - avvocato penalista
Gabriella Portalone - storica
Italo Tripi - Segretario regionale CGIL
Salvatore Vaiana - coautore

Moderatore: Mimmo Iacono

Saranno presenti: Ottavio Terranova - Gaetano Acquisto - Piero Mangione - Antonio Maira - Salvatore Treppiedi

Palazzo Stella - Canicattì - 92024 (AGRIGENTO)
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Il libro:
Dal Nord al Sud le regioni d’Italia in vari tempi sono state funestate da stragi e omicidi di massa, particolarmente sotto il tallone dell’occupazione nazista. Ma, tra tutte, soltanto la Sicilia ha vissuto un’esperienza di massacri così legata alla sua storia politica e sociale da farle assumere i caratteri, tanto dolorosi quanto funesti, di “terra delle stragi”. Nel tempo, almeno dall’Ottocento in poi, vi si è registrata una lunga catena di assassinii programmati: fatti di Stato e di governo o di “antiStato” e di mafia. Giuseppe Carlo Marino, curatore del libro, studioso tra i maggiori della storia del potere e del fenomeno mafioso, avvalendosi di una singolare chiave di lettura storica disegna e collega le fasi e i momenti decisivi che hanno segnato la specificità della “terra delle stragi”, collocandosi dalla parte delle vittime, con il rigore e con la vocazione civile di un siciliano ferito. E ben sapendo quel che la sua Sicilia rappresenta in realtà per tutti gli italiani. Del resto, l’aveva già ben intuito Goethe che per capire l’Italia occorre conoscere la Sicilia.

Giuseppe Carlo Marino, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Palermo, è autore di numerose opere, tra le quali: L’ideologia sicilianista (1972), La formazione dello spirito borghese in Italia (1974), Partiti e lotta di classe in Sicilia (1976), Storia del separatismo siciliano (1979), L’autarchia della cultura(1983), Autoritratto del pci staliniano (1991), Guerra fredda e conflitto sociale in Italia (1991), La repubblica della forza (1995), L’opposizione mafiosa (19963), Biografia del Sessantotto (2005), Le generazioni italiane dall’unità alla repubblica (2006). Con la Newton Compton ha pubblicato anche I padrini (2006) e Storia della mafia (2007)

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Informazione, libri
L'autore: Vinz lo ha scritto il 15 Gennaio 2008 alle 16:51 |
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