“Sarà impossibile intercettare nei casi di omicidio, di traffico internazionale di droga e di esseri umani, nelle delicatissime inchieste sulla pedopornografia dato che per intercettazione si intende anche quella telematica), sui traffici internazionali di armi e sul riciclaggio. ma nemmeno, e qui ci arriviamo, quelle che più riguardano il Nostro: corruzione, concussione e i vari reati contro la pubblica amministrazione. Sì è vero, sembra di tornare al punto di partenza: impedire certi tipi d’indagine”

Poi sorride amaro. “Certo che però l’informazione è messa peggio dei poliziotti. Guarda qui! Beh, sa che le dico? Se fossi un giornalista cambierei mestiere o Paese e se avessi un giornale lo chiuderei”.

Felice Casson citato in un articolo su Articol21

Berlusconi è stato chiarissimo: niente più intercettazioni (anche se oggi apprendo dal Giornale di famiglia, che ha abbassato un po il tiro) ! Carcere per chi le fa e per i giornalisti che le usano per gli articoli, multe salate per chi le pubblica. Proprio non gli va giù che la Magistratura possa fare il suo dovere, no no! Del resto cercano ancora di infangare Mani Pulite e senza intercettazioni non si sarebbe potutto fare nulla allora, come ora: niente Why Not, niente scandalo Unipol, niente di niente.

Occhio non vede, cuore non duole si dice…

Quanto al nucleare lo voglion fare a tutti i costi, chissà i soldi che ci alzano! Parlano di energia, di costi, di tanti benefici.. ma evitano di dire che in programma ce le ha solo la Cina e che le maggiori potenze economiche non le costruiscono più… ma che soprattutto ancora non si sa cosa farne delle scorie… beati loro e beato chi votò NO al referendum… evviva questa politica che ci ascolta, che è dalla parte del citta dino, dell’Italiano!

Ma dov’è l’opposizione? DOVE! Ne vedo solo una e molto agguerrita… ma una piccola minoranza… E’ ora di fare luce sulle “ombre”…

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Politica
L'autore: Vinz lo ha scritto il 8 Giugno 2008 alle 18:51 |

In Italia, grazie ad un referendum nel 1987 (pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl), si è detto no al nucleare in tre modi:

  1. No alla costruzione di centrali nucleari in Italia
  2. No alla partecipazione dell’Enel a impianti nucleari dislocati all’estero
  3. No ai contributi per incentivare le centrali nucleari

Tutto bene quindi? Certamente no!

Senza contare il fatto che l’Italia è circondata da Paesi europei che utilizzano il nucleare, l’Italia è anche piena di scorie nucleari prodotte durante gli anni in cui le centrali nucleari erano in funzione nel nostro territorio. I rifiuti di origine nucleare sono estremamente pericolosi per la salute del nostro pianeta e degli esseri viventi che lo popolano, inoltre se non trattati, mantengono la loro pericolosità per decine e decine di anni. Fatto ancor più grave è che a livello mondiale una soluzione definitiva per il problema delle scorie nucleari non ancora viene trovata difatti i centri di raccolta per tale tipo di rifiuti sono tutti temporanei. Un vecchio articolo de “La Stampa” viene ripreso da Indymedia che ripropone anche la mappa del nucleare in Italia. Tale articolo è datato (Novembre 2003), ma rimane comunque recente visto che nei mesi scorsi è stato stretto un accordo tra Italia e Francia per il trasporto di parte delle nostre scorie nucleari in Francia dove verranno trattate e rispediteci, il tutto alla modica cifra di 250 milioni di euro. Quest’operazione riguarda 235 tonnellate di combustibile nucleare situati in tre centrali, ma tutte le altre? Il rischio rimane comunque alto anche perché i rifiuti trattati in Francia ritorneranno nel nostro territorio e dovranno comunque essere messi in sicurezza.

Come abbiamo visto, a parte alcune “fiamme di passione” da parte di alcuni nostri esponenti politici, il primo punto del referendum è stato rispettato. Quanto ai restanti due punti, c’è da preoccuparsi. Da un lato l’Enel acquisisce il controllo azionario di una società slovacca e dei suoi impianti nucleari (in nome dell’energia pulita e finanziata da noi cittadini con le detrazioni sulle bollette), dall’altra il Governo italiano si impegna nella ricerca nucleare con la partecipazione a progetti di studio internazionali: ambedue le scelte in barba alla decisione presa dal popolo italiano con il referendum.

Il futuro è tetro, ci sono diverse modalità per produrre energia attraverso le fonti rinnovabili, ma nessuna azione viene attuata un po’ per una mentalità vecchia che cerca soluzioni con risorse datate, un po’, fatto ancor più grave, per l’opposizione di chi volendo tutelare il patrimonio naturale attraverso il “bel paesaggio”, si oppone alla costruzione di centrali eoliche e un po’ perché pare che non c’è proprio la voglia di trovare una soluzione.

Nella speranza che in futuro vengano prese decisioni migliori delle attuali, vi invito a visitare questi siti per informarci meglio sulla questione delle scorie nucleari in Italia e sul nucleare in generale:

Zona nucleare , Progetto Humus e il disastro di Chernobyl, Articolo di Greenpeace sul nucleare dell’Enel, Articolo di Greenreport sul ritorno al nucleare, Archivio Nucleare

[tags]Nucleare,energia,ambiente,referendum,fonti rinnovabili,scorie,inquinamento[/tags]

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Informazione, Politica, ecologia, economia
L'autore: Vinz lo ha scritto il 12 Ottobre 2007 alle 17:36 |